Domenica prossima celebreremo la #Vgiornatamondialedeipoveri.

La nostra Caritas diocesana non ha proposto, quest’anno, iniziative particolari.

Ci sembra che questa giornata non debba essere la «vetrina» della nostra carità. Né l’ostentazione di qualche forma di solidarietà.

  • L’Eucaristia che celebreremo domenica, diventi memoria grata di tutto il bene che riusciamo a condividere.
  • Ogni comunità parrocchiale rinsaldi i vincoli di amicizia con le persone che hanno chiesto aiuto.
  • Ogni cristiano si impegni a farsi compagno di strada, nella ferialità, di qualcuno che ha bisogno di essere sostenuto.
  • I cristiani che hanno il compito di amministrare le città si impegnino, per quanto dipende da loro, a rimuovere le cause che generano la povertà.
  • Tutti possiamo fare scelte di sobrietà che non offendano chi è nell’indigenza.
  • Tutti possiamo fare i conti delle nostre povertà e sentirci così fratelli dei poveri e non benefattori. Passare dall’essere "per" i poveri; all’essere "con" i poveri.
  • Tutti possiamo fare il salto dall’occasionale elemosina (che pure è necessaria in certe occasioni) all’essere persone di condivisione.

«Mi auguro che la Giornata Mondiale dei Poveri, - dice il Papa al termine del suo messaggio di quest’anno -  giunta ormai alla sua quinta celebrazione, possa radicarsi sempre più nelle nostre Chiese locali e aprirsi a un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri là dove si trovano. Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, è urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza… È importante capire come si sentono, cosa provano e quali desideri hanno nel cuore. Facciamo nostre le parole accorate di Don Primo Mazzolari: «Vorrei pregarvi di non chiedermi se ci sono dei poverichi sono e quanti sono, perché temo che simili domande rappresentino una distrazione o il pretesto per scantonare da una precisa indicazione della coscienza e del cuore. […] Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono contare: i poveri si abbracciano, non si contano»(“Adesso” n. 7 – 15 aprile 1949). I poveri sono in mezzo noi. Come sarebbe evangelico se potessimo dire con tutta verità: anche noi siamo poveri, perché solo così riusciremmo a riconoscerli realmente e farli diventare parte della nostra vita e strumento di salvezza».

#ipoveriliavetesempreconvoi #Vgiornatamondialedeipoveri

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