Chi sono i “tuoi”?

 

Anzitutto quelli di casa tua, con i quali condividi la tua quotidianità: rischiamo spesso di dimenticarli, di dare per scontata la loro presenza, i piccoli gesti di ogni giorno. Fai Natale con loro: dimostra, con qualche piccolo gesto, di essere riconoscente!

Poi sono “tuoi” anche coloro i quali vivono con te l’esperienza della fede, soprattutto se ti capita di condividerla all’interno di una comunità o di una parrocchia: il rischio qui è di parlare sempre di cose da fare, di attività da organizzare o, peggio ancora, di “spazi di potere” da rivendicare per stabilire chi è il “più grande”. Fai Natale con loro: riditevi l’unica cosa che conta: “Gesù il Figlio di Dio, il Bambino di Betlemme” e come Francesco a Greccio,nella notte di Natale di 800 anni fa, avvertite tutti insieme la dolcezza del Nome Benedetto di Gesù. Ci salva Lui, solo Lui non le nostre strampalate attività, non l’organizzazione che tante volte ci schiaccia e schiaccia il Vangelo.

Sono “tuoi” anche quelli che abitano nel tuo paese o nella tua città: rischiamo di essere sempre connessi alla rete e sconnessi dalla realtà. Abbiamo, tante volte, gli occhi bendati e non riusciamo “vedere le necessità e le sofferenze degli altri”. Non viviamo l’amore per la “cosa pubblica”. Siamo, talvolta, capaci solo di giudizio che esprimiamo violentemente davanti ad uno schermo armati di tastiera. Fai Natale con la tua città: impara a volerle bene, prenditi cura dei più deboli, di quanti restano ai margini, di chi si sente solo, degli stranieri che vi abitano. Trasforma, come ha fatto Francesco a Greccio 800 anni fa, le mangiatoie in altari sui quali imbandire pranzi di letizia. Non ti tirare indietro, non ti trincerare dietro la scusa “tanto non cambia niente”. Rimboccati le maniche e costruisci, come puoi, la “civiltà dell’amore”.

Dalla Notte Santa di Betlemme sono “tuoi” tutti gli uomini e tutte le donne della terra. Dio si è fatto uomo e in Gesù ci ha resi “fratelli e sorelle tutti”. Nonostante la vita ci costringe a vivere sotto un pezzetto di cielo, noi siamo intimamente legati ad ogni uomo e ogni donna nella Carne benedetta del Figlio di Dio. Fai Natale con il mondo intero, con tutti i popoli. Quest’anno fai Natale soprattutto con quei popoli che vivono l’orrore della guerra. “I care”: ci stia a cuore il mondo perché è casa nostra! Ci stiano a cuore le sorti di ogni popolo perché “ogni terra straniera è per noi patria, e ogni patria terra straniera “. (Lettera a Diogneto).

Fai Natale con i tuoi, cioè fai Natale con tutti! Fai Natale con Gesù! Se la tua vita puzza come una stalla e se ti senti una mangiatoia: non pensare di non poter far Natale. Gesù è venuto in una stalla ed è stato deposto in una mangiatoia e, da quella notte, le stalle profumano dell’umanità di Dio e le mangiatoie sono culle dalle quali nasce Vita Nuova! Da quella notte a Betlemme perfino le croci sono già trasformate in stelle comete che indicano cammini di luce!

Buon Natale con i tuoi cioè ….Buon Natale con tutti!

don Maurizio Tarantino

 

 

 

 

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