Dalle stelle alle stalle, dalle stalle alle stelle

 

 

“Non c’era posto per loro nell’alloggio” (Lc 2,7).

Per chi offre il suo servizio in Caritas, questa frase del Vangelo di Luca, relativa alla ricerca di alloggio di Maria e Giuseppe a Betlemme nei giorni del censimento, “mentre si compivano per Maria i giorni del parto”, è una “amara esperienza” che capita di riascoltare in tante storie di persone che si rivolgono ai nostri servizi.

Questa frase esprime il lato “oscuro” del Natale che tentiamo di anestetizzare con le luci degli alberi, le città illuminate a festa e le iniziative che pretendono di farci entrare in quella che chiamano “magia del natale”: espressione che non dice assolutamente nulla!

La triste realtà è che in tanti, come la famiglia di Nazareth, non “trovano alloggio” nel nostro territorio, nelle nostre attenzioni, nelle strategie di una concertazione sociale che rischia di costringere molti ad accontentarsi di una misera mangiatoia.

Quest’anno celebriamo l’VIII centenario di quella bellissima intuizione di Francesco d’Assisi, di riproporre la scena della nascita di Gesù, costruendo il primo presepio a Greccio. La contraddizione della nostra storia è che, proprio quest’anno a Betlemme, non sarà possibile celebrare il Natale: eppure Greccio non sarebbe se non ci fosse stata Betlemme!

E’ così: il Redentore rischia sempre di “rimanere senza alloggio”.

Ed allora che fare? Sopprimere il Natale finché il mondo non si decide ad accogliere nella pace e nella giustizia il Principe della Pace e della Giustizia?

No. Questo tempo, come in ogni tempo, Gesù vuole venire per condividere con tutti e, con i più dimenticati soprattutto, la bellezza della vita e per aiutarci a costruire, insieme con Lui, “alloggi” dignitosi per ogni uomo e per ogni donna. Soprattutto per ricordarci che il mondo resterà una “stalla” finché non ci decideremo a rendere “alloggio” accogliente soprattutto il nostro cuore, la nostra vita; finché il natale resterà una “magia” e non invece l’evento più “rivoluzionario” che il mondo abbia conosciuto: Dio che si fa uomo, perché l’uomo possa riconoscere in sé stesso e in tutti gli altri esseri umani, la dignità divina.

Con questi sentimenti il 19 dicembre, alle ore 19 celebreremo la Messa presso il centro di ascolto di Maglie. Ci ritroveremo intorno alla mensa della Parola e dell’Eucarestia con tutti i volontari della Caritas e con quanti desiderano unirsi a noi.

Sarà un modo per ricordarci quanto annota Tommaso da Celano nella “Vita prima di San Francesco”, a conclusione della descrizione della notte di Greccio del 1223: “oggi quel luogo di Greccio è stato consacrato al Signore,e sopra il presepio è stato costruito un altare (…) affinché la dove un tempo gli animali hanno mangiato il fieno, ora gli uomini possano mangiare, come nutrimento dell’anima e santificazione del corpo, la carne dell’Agnello immolato e incontaminato, Gesù Cristo Signore nostro, che con amore infinito ha donato se stesso per noi”.

Questo è il Natale, questo è il mistero dell’Eucaristia, a questo deve tendere il nostro servizio nella Caritas, nella Chiesa e nel mondo: trasformare le stalle in bellissime sale nella quali imbandire banchetti dove sederci e spezzare insieme il pane della gratuità e bere insieme il vino che “rallegra il cuore”.

Come Gesù: scendere dalle stelle alle stalle, per portare tutti dalle stalle alle stelle!

Maurizio Tarantino

 

 

 

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