AVVENTO DI FRATERNITA’ 2020 – seconda settimana
ALLA SCUOLA DEL BUON SAMARITANO
In compagnia dell’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco

Celebriamo oggi la giornata mondiale del volontariato. Mentre esprimiamo il nostro grazie a tutti i volontari che in questo periodo di emergenza sanitaria continuano ad offrire la loro opera soprattutto a favore di coloro che, a causa della vulnerabilità economica e sociale, vivono con maggiore difficoltà la pandemia; compiamo un ulteriore passo nella lettura della Fratelli tutti.

Al n. 88 leggiamo: “L’amore crea legami e allarga l’esistenza quando fa uscire la persona da sé stessa verso l’altro. Siamo fatti per l’amore e c’è in ognuno di noi una specie di legge di ‘estasi’: uscire da se stessi per trovare negli altri un accrescimento di essere”. Però “amare implica qualcosa di più che una serie di azioni benefiche. Le azioni derivano da un’unione che inclina sempre più verso l’altro considerandolo prezioso, degno, gradito e bello, al di là delle apparenze fisiche e morali” (n.94).

Il volontariato o si pone in questo orizzonte, oppure rischia di essere solo “manovalanza gratuita” che fa il bene, ma senza consapevolezza e senza mirare ad un cambiamento della società. Vale la pena in questa settimana fermarci a considerare quanto le nostre azioni personali e quelle che compiamo come ‘organizzazione’ oltre ad essere segno di generosità, sono anche pro-vocazioni per costruire un mondo più fraterno.

In questa seconda settimana di Avvento ti proponiamo di leggere il secondo capitolo dell’Enciclica. Dopo le ombre descritte nel primo capitolo, il Papa si fa interprete di tanti percorsi di speranza che ci parlano di una sete di pienezza, di un desiderio di toccare ciò che riempie il cuore e solleva lo spirito verso le grandi cose (nn. 54-55).

Nel tentativo di cercare una luce, e prima di indicare azioni concrete, papa Francesco ci invita a metterci in ascolto della parabola del Buon Samaritano. In questo modo ci insegna anzitutto uno stile: l’ Ascolto della Parola di Dio è un passaggio fondamentale per giudicare evangelicamente il dramma del nostro tempo e per trovare vie di uscita.

Il Buon Samaritano diventa un modello sociale e civile (n.66). L’inclusione o l’esclusione dei feriti sul ciglio della strada definisce tutti i progetti economici, politici, sociali e religiosi. Il Papa non si ferma soltanto a livello delle scelte personali, ma allarga queste due opzioni a livello delle politiche degli Stati. Tuttavia ritorna sempre al livello personale per paura che discorsi troppi generalizzati ci facciano dimenticare che ogni cambiamento inizia sempre da me stesso. Il globale parte dal particolare.

Ultima annotazione: l’invito del papa a coniugare sempre fede e vita, ascolto della Parola di Dio e azione concreta: questo dovrebbe essere anche il comito della catechesi e della predicazione che devono includere sempre “in modo più diretto e chiaro il senso sociale dell’esistenza, la dimensione fraterna della spiritualità, la convinzione sull’inalienabile dignità di ogni persona e le motivazioni per amare ed essere accoglienti.

Al termine della lettura del secondo capitolo dell’Enciclica puoi domandarti:
1. Quanto nella mia azione di volontariato mi lascio guidare e interrogare dalla Parola di Dio?
2. Che cosa devo fare concretamente perché nessuno rimanga solo al ciglio della strada?
3. Che cosa devono fare le comunità ecclesiale e civile perché il Samaritano diventi “paradigma” di azioni concrete per aiutare tutti e per rendere il mondo più fraterno?

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